sabato 24 maggio 2008

Der Fluch "Geschichten Aus Der Gruft" (2007)

E' un periodo ricco di releases per la Fiend Force, casa discografica dell'horror punk per eccellenza, tra le quali figurano i Der Fluch, quartetto teutonico attivo dall'81 che ci propone un disco piuttosto valido, con la particolarità dei testi cantati in tedesco, scelta insolita per il genere ma anche per la musica in generale. Lo stile del gruppo, oltre al già citato horror punk, attinge dal rockabilly, influenza che si nota nella ritmica, nelle chitarre ma anche nell'immagine del combo, che all'interno del booklet posa davanti ad una Cadillac, simbolo di quel periodo. Ma, bando alle ciance, veniamo al disco: il preludio, che non manca nei cd di questo filone, è affidato ad una melodia deliziosamente sinistra, tratta probabilmente da qualche vecchio film horror, che incanterà di sicuro gli appassionati. Ovviamente ci sono anche le campane con tanto di ululato, dopodiché siamo lasciati all'ascolto di "Willkommen", un bellissimo esempio di gothic punk su cui si snoda la voce roca di Deutschen W; il gruppo non si nega una linea melodica all'interno delle canzoni, per renderle più orecchiabili e memorizzabili; già dopo il primo ascolto, infatti, continuano a girare in testa! Il brano seguente, "Fluch", si avvale di un testo minimale, che funge quasi da presentazione del gruppo: il ritornello, del resto, recita "Wir sind der Fluch" (noi siamo i Fluch). "Hexen leben laeuger" è un altro dei pezzi del disco che si ricordano subito: purtroppo però, sia i titoli che i testi delle canzoni sono scritti in caratteri gotici piuttosto elaborati, che se hanno il pro di essere belli da vedere hanno il contro di essere a volte difficili da decifrare, specialmente dal tedesco! Chiusa questa parentesi, possiamo tornare a goderci il disco con "Betet fuer uns", rabbiosa e ricca di schitarrate stridule, che ancora una volta richiamano l'immaginario dei film horror (meglio ancora se di serie B). "Wenn die Hexen tanzen" è una specie di filastrocca che tira fuori l'anima più rock'n'roll del gruppo, vagamente simile ad alcune cose dei Rancid, così come "Nattengift", sempre in bilico tra il rockabilly e il punk più tirato. Siamo arrivati a questo punto alla fine del disco, un ottimo ascolto che farà impazzire i fan di questo genere.

Tracklist:
1. Prelude
2. Willkommen
3. Fluch
4. Asche Zu Asche
5. Hexen Leben Laenger
6. Fuersten Der Racht
7. Betet Fuer Uns
8. Ein Kalter Wind
9. Wenn Die Hexen Tanzen
10. Die Nacht Der Toten
11. Hexen Sind Schoen
12. Rattengift
13. Halb Mensch Halb Tier

Website: www.derfluch.de

mercoledì 7 maggio 2008

Negative "Karma Killer" (2008)

I Negative, band finnica con già all'attivo qualche album, tornano nel 2008 con questo "Karma Killer", continuando a portare avanti il loro glam rock. La Finlandia è spesso collegata a gothic band di fama mondiale (ad esempio gli HIM) ma è in realtà ricca di gruppi che si dedicano ai generi più disparati, e i nostri sono tra coloro che seguono più gli insegnamenti degli Hanoi Rocks che quelli dei Sister of Mercy. Il disco è ben fatto per quanto riguarda produzione e tecnica, il cantante ha una voce gradevole e gli strumentisti suonano bene. E allora che cosa manca perché questo sia un album perfetto? Personalmente, l'impressione che ho avuto è che manchi un po' troppo di emozione e passione, come se le dieci canzoni fossero dei compiti, eseguiti bene ma pur sempre dei compiti. La voce, bella anche se non particolarmente caratteristica, non è per niente espressiva, difetto che viene a galla nella ballatona pop "An Ornament", dove il cantato ha proprio il ruolo di protagonista. I vari brani scivolano via indolori, sono un piacevole sottofondo che non dà nessun fastidio, ma che non ha neanche momenti di spicco o qualità che valgono la pena essere notate. Qualche canzone bellina c'è, come "Motherfucker (Just Like You)" o "Anna Simona", ma tutto il resto ricade nel magma di canzoni glam rock annacquate di pop come ce ne sono a decine. Non conoscendo a fondo gli altri lavori dei Negative non posso fare paragoni, non so se questo sia lo stile solito del gruppo o se "Karma Killer" sia una caduta momentanea di tono; mi limito a giudicarlo per quello che mi sembra, un disco che non è brutto ma non lascia niente all'ascoltatore, che non ha quel qualcosa in più che dovrebbe spingere all'acquisto. Il problema non è dato da qualcosa di fatto male, ma dalla mancanza di due elementi importantissimi: la capacità di trasmettere qualcosa e il fattore "x" che rende una band unica. In ogni caso, a tutte le ragazze consiglio una bella occhiata alla copertina (che merita) ma per il resto si può passare avanti senza troppi rimorsi.

Tracklist:
1. A Devil On My Shoulder
2. Sealed
3. Won't Let Go
4. Motherfucker (Just Like You)
5. Giving Up!
6. An Ornament
7. Dead As We
8. Anna Simona
9. Lust N' Needs
10. Gravity Of Love

lunedì 5 maggio 2008

Bloodsucking Zombies From Outer Space "Monster Mutant Boogie" (2008)

Che dire, la scena gothic-horror punk sta vivendo un momento di "affollamento", come si può notare dalle numerose uscite di band di questo genere che ci sono state quest'anno e negli anni scorsi più recenti. Saranno sicuramente contenti i fan di questo movimento (me compresa, non lo nascondo), che però resteranno delusi se si aspetteranno cose nuove o cambiamenti. Fate subito un passo indietro in questo senso, perché le novità non sono certo quello che troverete, almeno non di qui a breve e tanto meno in questo disco, "Monster Mutant Boogie". Gli ingredienti sono sempre quelli: un look che ricorda pesantemente il Wednesday 13 degli albori, testi che parlano delle sue stesse tematiche come mostri, fantasmi e lupi mannari con un occhio di riguardo per i film horror, di cui non mancano neanche i classici campionamenti. Anche la musica rimane fedele al resto: le canzoni sono tutte piuttosto brevi, ritmi scatenati, chitarre stridule e cori punk, con qualche spruzzata di rockabilly ogni tanto, come testimoniato dall'apertura "Giant Spider", da "Cannibal Holocaust" e da "Blood On Satans Claw", giusto per citarne tre. E' degna di nota anche la voce del cantante, Dead Gein, che si presta bene sia alle parti più urlate che alle tonalità basse, dove si può apprezzare il suo ottimo timbro "tenebroso". La band, i cui brani sono stati inseriti in numerose compilation come "Punkabilly", in questo secondo disco dà il meglio di sé in canzoni come la già citata "Blood On Satans Claw", "Prom Night" e le conclusive "Technicolor Terror" e "Blood Surf", i due pezzi più rabbiosi dell'intero disco. Un buon lavoro, ma consigliato soprattutto agli appassionati del genere.

Tracklist:
1. Giant Spider
2. Cannibal Holocaust
3. Blood On Satans Claw
4. Prom Night
5. Monster Mutant Boogie
6. Lycanthrope
7. Wallow Queen
8. The Gorgon
9. Legendary Jack
10. Sad Serenade
11. Heartbreaks & Tragedies
12. Sweet Love Lobotomy
13. Technicolor Terror
14. Blood Surf