sabato 30 agosto 2008

Angel Blake "The Descended" (2008)

Gli Angel Blake, che hanno già all'attivo il debut album del 2006 tornano con dieci nuove canzoni del loro metal melodico ed energico. La band, nata dalle ceneri dei The Crown, ha prodotto un album decisamente fresco, potente e al passo coi tempi. La voce del cantante Tobias Jansson è abbastanza duttile e molto piacevole, mentre in fase di registrazione gli strumenti sono stati tutti suonati da Marco Tervonen, ideatore del progetto. Il gruppo non porta cambiamenti al genere metal, anzi si sentono numerose influenze di cose già fatte, ma riescono comunque a non essere la copia di un'altra band. Il primo singolo, "Defendless", è una delle canzoni più belle del disco e che riassume lo stile del combo: musica pesante che non si priva di un cantato melodico, anche se a tratti Tobias si cimenta in tecniche più aggressive. "Again" è un pezzo più lento e riflessivo, una ballata in versione heavy metal; arriva quindi "When All The Lights Are Out", ricca di arpeggi quasi orientaleggianti e di un ritmo lento ma incalzante, che suggerisce immagini demoniache, come del resto è la copertina dell'album che ritrae il Tristo Mietitore aggirarsi tra persone ignare della sua presenza. "Alone" è un'altra ballata "metallica", mentre "Wasn't Meant To Last" ci riporta a lidi più aggressivi ed oscuri, per poi lasciarci, dopo l'intermezzo "In Silence", alla titletrack, un brano molto bello che però non aggiunge nulla a quanto fatto dalla band. Ci aspetta l'ennesima ballata, "Silent Voice", seguita dalla canzone conclusiva, "You'll Never Need To Feel Again", altro pezzo da 90 del disco, dove Jansson dà un'ottima prova canora e il combo dimostra di saper creare grandi atmosfere. L'ascolto di questo disco lascia decisamente soddisfatti: non rivoluzionerà certo il mondo del metal, ma neanche ha tale pretesa e se la cava egregiamente.

Tracklist:
1. Anywhere But Here
2. Defenseless
3. Again
4. When All The Lights Are Out
5. Alone
6. Wasn't Meant To Last
7. In Silence - Augerum
8. The Descended
9. Silent Voice
10. You'll Never Need To Feel Again

sabato 23 agosto 2008

Level C "Level C" (2008)

Arrivano dagli USA queste quattro donzelle, in grado di competere con i colleghi maschi in quanto a potenza, grinta e tecnica. Per intenderci, non il solito gruppetto di metallare che però fanno musica pop o quasi: le nostre sono veramente intenzionate a fare sul serio e lo dimostrano con l'omonimo debutto. Il genere proposto si rifa ai fasti del nu-metal, ai suoi inizi carichi e rabbiosi; la voce della cantante Christine spesso sconfina in quella che può sembrare la versione femminile di Jonathan Davis, mentre l'influenza dei Korn si nota anche nella batteria e specialmente in canzoni come "No Control" e "Bully". Le quattro ci sanno fare e pestano sugli strumenti come da troppo tempo non si sentivano fare delle donne e si sente che sanno quello che fanno, hanno confidenza con gli attrezzi del mestiere (menzione particolare va alla bassista Janean, una vera macchina da guerra in "Chain Reaction") e non perdono occasione per inserire anche qualche bel passaggio di chitarra. Il ritmo tenuto dalle canzoni │ sempre molto serrato, ma non mancano momenti pi melodici e suggestivi come in "Back To My" e la splendida "Fly", bella fino alla commozione, tanto per essere sentimentalona, e che richiama i primi System Of A Down. Tra i punti di riferimento cito anche gli Slipknot, soprattutto per la "grossezza" dei suoni, quel loro sembrare quasi solidi (vedi "Blackout" e "Back To My"). Come │ facile immaginare, le ragazze non propongono innovazioni geniali alla musica, ma portano una ventata di freschezza ad un genere che sembrava ormai morto e privo di nerbo. Magari qualcuno le giudicher¢ fuori tempo massimo, per￲ hanno saputo scrivere delle canzoni veramente belle che meritano una nota positiva e ben pi di un ascolto frettoloso. E' bello anche vedere nuovamente delle ragazze agguerrite. Le Level C hanno sicuramente bisogno di sbarazzarsi delle troppe similitudini con altre band (in "Suck A Fist" sembrano persino i Rage Against The Machine), per il resto un caldo benvenuto a queste nuove riot grrls!

Tracklist:
1. Ignite Us
2. Relax
3. Fly
4. No Control
5. Chain Reaction
6. Back To My
7. Blackout
8. Bully
9. Suck A Fist
10. Misery

lunedì 18 agosto 2008

The Peacocks "Gimme More (The Best Of The Rest & Leftovers)" (2008)

Arrivano dalla Svizzera i Peacocks, che ci propongono in questo cd sette brani precedentemente scartati dalle sessioni dell'ultimo album della band, "Touch & Go". Il trio, composto dal vocalist e chitarrista Hasu Langhart, il batterista Jurg Luder e il contrabbassista Simon Langhard, propone un buon rockabilly energico e senza tante contaminazioni. I pezzi sono molto ritmati e ci portano nella giusta atmosfera, che richiama gli anni '50 senza per questo negarsi una certa freschezza. Le canzoni sono piuttosto corte, intorno ai due minuti di durata, e ciò rende il disco adatto ad essere fruito tutto in una volta, in modo spensierato come lo sono i pezzi stessi, a partire dall'ottima apertura "Half Mast Flags". L'album è dotato di bellissime melodie, assoli quanto basta e molta allegria : per essere degli "scarti" i brani se la cavano egregiamente, come "Drink Alone"; la voce del cantante è pulita senza sconfinare nel pop, il timbro è buono e si adatta bene al genere del gruppo. La successiva "I'd Rather Be Alone" sembra quasi country, una parentesi che mostra un lato diverso dei Peacocks. Dopo "Can't Keep A Good Man Down", che torna allo stile rockabilly, l'album si chiude con l'acustica "I Am Not Gonna Tell You". Oltre ai sette brani il cd contiene il video di "Gimme More"; in linea di massima il disco sembra non avere difetti, se non quello di durare solo un quarto d'ora, che è un po' pochino per spenderci dei soldi. E' un prodotto indirizzato soprattutto ai loro fans, altrimenti fatevelo regalare!

Tracklist:
1. Half Master Flags
2. Happened Before
3. C'Mon Everybody
4. Drink Alone 
5. I'd Rather Be Alone
6. Can't Keep A Good Man Down
7. I Am Not Gonna Tell You

lunedì 11 agosto 2008

Calabrese "The Traveling Vampire Show" (2008)

Nonostante il nome, i Calabrese hanno poco a che fare con il nostro stato: la band arriva infatti dall'Arizona e ci propone, con questo secondo full length, una nuova dose di horror punk fresco e piacevole. Piaceranno sicuramente alla frangia di gothic-punks appassionati di b-movie, vampiri e mostri vari, protagonisti dei testi e dell'artwork del cd oltre che della grafica del sito ufficiale (che vale la pena essere visitato). I tre ci invitano nel loro mondo e mettono subito le carte in tavola con “Death Eternal”, che parte con l'atmosfera cimiteriale tipica di questo genere. Il cantato e i cori ricordano non poco gli AFI, sebbene la musica sia molto diversa. Abbondano i riff di chitarra, che confermano Bobby anche un bravo musicista oltre che vocalist alternato a Jimmy. Vari brani sono preceduti da campionamenti di qualche film (questo mi ricorda molto i Frankenstein Drag Queens e il più noto Rob Zombie), ottimi per ricreare l'idea di decadenza, quasi “trash”. I pezzi sono corti, veloci e poco impegnativi, e le melodie dei ritornelli molto cupe, come nell'ottima “Night In The Lonesome October”. Degna di nota anche “Saturday Night Of The Living Dead” e “Darkness, Tell Us”, dove si possono notare le capacità tecniche del batterista Davey. I brani scorrono tutto d'un fiato, e in men che non si dica giungiamo a “Your Ghost”, un altro dei brani più belli, che anticipa la conclusiva “The House Of Mysterious Secrets”.I Calabrese annoverano fra i loro fan anche Blasko, bassista di Rob Zombie e Ozzy Osbourne, e non posso fare altro che unirmi a lui!

Tracklist:
1. Death Eternal
2. Voices Of The Dead
3. Vampires Don't Exist
4. Inside This Coffin
5. Night In The Lonesome October
6. Come Alive
7. Children Of The Night
8. Saturday Night Of The Living Dead
9. The Young Princes Of Darkness
10. Darkness, Tell Us
11. Your Ghost
12. The House Of Mysterious Secrets