martedì 21 luglio 2009

The Meteors "Hell Train Rollin" (2009)

I Meteors hanno avuto il merito di mescolare per primi, verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, gli elementi che hanno portato alla coniatura del termine "psychobilly", di cui ancora oggi si dichiarano fieramente i re nonchè gli unici veri esponenti,come dichiararono in un loro disco uscito nel 1988, l'ultimo fra l'altro ad essere entrato nella classifica inglese dei dischi più venduti. In più di 20 anni la band inglese è restata unita ed oggi, nel 2009, è ancora carica di voglia di suonare. Questo disco, il ventiseiesimo per la precisione (più tante uscite live e singoli) continua sulla strada già tracciata dal terzetto, trasportandoci in luoghi malfamati grazie alle inconfondibili atmosfere che i Meteors sono capaci di creare: nonostante la produzione pulita e moderna, infatti, l'animo resta sempre quello dei tanto amati anni 50. La voce roca di Paul Fenech è supportata dalle chitarre scarne, i ritmi sincopati e il basso insistente, elementi che riescono sempre a fondersi al meglio e a seguire l'espressività di ogni canzone: in "(They Call Me)Creepy" creano andamenti da b-movie mentre in "Never Stop The Hate Train" sono più rabbiosi per poi passare a ritmi più sbarazzini in "If That's The Way You Want It".
Novità non ce ne sono, il disco tuttavia è eseguito al meglio: ora sta a voi decidere se salire su questo treno infernale oppure no! 

Tracklist:
1. Never Stop The Hate Train
2. Down And Dirty
3. Another Day On Fire
4. Devilbone Fugue
5. This Town
6. 4 Pound Hammer
7. (They Call Me) Creepy
8. If That's The Way You Want It
9. The Old Man Down The Road
10. Slice By Slice
11. Pure Evil
12. Surfin Home On A Dead Girl
13. Psychobilly Number 1

lunedì 6 luglio 2009

Rudra "Brahmavidya Trascendental I"(2009)

I Rudra nascono a Singapore, luogo piuttosto insolito per una band blackened death metal, nel 1992. Dopo varie peripezie dovute a diversi cambi di line-up decidono di sciogliersi, salvo poi riformarsi nel 1996 e pubblicare un paio d'anni dopo il disco omonimo di debutto. La parola "rudra" nella religione induista indica qualcuno che urla, strilla, ed effettivamente questo termine si addice alla musica proposta, che come già detto è un mix di black e death metal, reso però più personale da influenze di musica orientale. Questavolta la divinità malvagia non è il solito Satana, che lascia il posto a déi indiani che donano un sapore esotico, tutto nuovo ma non per questo meno inquietante o "cattivo". Questo album rappresenta il secondo capitolo della trilogia "Brahmavidya", che si concluderà a breve con l'uscita della terza parte.
Un gruppo valido consigliato a chi è in cerca di sonorità un po' diverse.

Tracklist:
1. Bhagavatpada Namaskara
2. Ravens Of Paradise
3. Amrtasyaputra
4. Hymns From The Blazing Chariot
5. Meditations At Dawn
6. Advaitamrta
7. Natural Born Ignorance
8. Immortality Roars
9. Reversing The Currents
10. Venerable Opposites
11. Avidya Nivrtti
12. Not The Seen But The Seer
13. Adiguru Namastubhyam
14. Majestic Ashtavakra

Website: Rudra facebook