Sarà che l'atmosfera
primaverile non si addice a musica di questo genere, sarà che i
Kongh non propongono niente di particolarmente rivoluzionario, fatto
sta che dopo la prima, interminabile canzone, avevo già voglia di
chiudere e passare ad altro. Ma, dato che sono una redattrice come si
deve (o almeno mi piace crederlo!) sono andata fino in fondo, in modo
da poter dare un parere fondato.
Come avrete intuito da
nome, titolo e copertina, gli svedesi suonano il solito death/black
metal cercando di essere più cattivi dei vicini norvegesi.
Perdonatemi il sarcasmo ma dopo aver ascoltato cd su cd tutti più o
meno uguali, mi capita di non sapere più cosa dire.
Al solito, ci troviamo di
fronte a buone capacità tecniche e strumentali, ma quello che manca
a questo disco, così come a tanti altri dello stesso genere e non, è
un'anima, un qualcosa che lo distingua, che faccia venire voglia di
ascoltare proprio quello invece di un altro e che permetta, una buona
volta, di renderlo un disco da ricordare per più di due giorni dopo
l'uscita.
Anche in questo caso sono
sicura che i cultori del genere si divertiranno non poco su questi
cinque pezzi, e mi sento quasi di consigliarne l'ascolto; tutti gli
altri, passino pure avanti senza indugi.
Tracklist:
1. Unholy Water
2. Essence Asunder
3. Tank Pa Doden
4. Voice Of The Below
5. Shadows Of The Shapeless
Website: www.kongh.net

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