venerdì 21 dicembre 2007

Intervista a Captain Poon, frontman dei Bloodights

Prima di tutto grazie per la disponibilità! Allora, dicci un po' come sono nati i Bloodlights.

I Bloodlights nacquero nella mia testa poco dopo che Biff e Raldo dissero che avrebbero smesso di suonare nei Gluecifer. Erano stufi di essere in una band che andasse in tuor, mentre io non lo ero, e avevo ancora un sacco di musica da scrivere.

Se dovessi convincere qualcuno ad ascoltare la tua musica, cosa gli diresti? Perchè dovrebbe piacergli?

Se ti piace il rock'n'roll serrato con melodie orecchiabili e chitarre potenti, presumo che valga la pena di ascoltare i Bloodlights. I Bloodlights rappresentano un genere di musica che è stato creato da band come Motorhead e Thin Lizzy, se aggiungi un tocco di powerpop, ecco come siamo! Almeno è quello che mi hanno detto ahah.

Non ho avuto modo di leggere i testi, di cosa parli soprattutto nelle tue canzoni?



Alcune cose sono personali, ci sono stati molti alti e bassi per me e in qualche modo questo si riflette nelle canzoni. sono convinto che ogni cosa che occupa la mia mente debba essere buttata fuori in qualche modo. a volte sono un po' troppo diretto e personale, ma non posso proprio farci niente.
Canto di quello che amo come essere in una band e poter fare quello che faccio. Alcune canzoni riguardano persone che odio, persone che amo e persone che mi fanno ridere. Una cosa che mi ha colpito mentre stavo scrivendo, è che spesso mentre pensavo di scrivere su qualcun altro, ho realizzato che stavo scrivendo di me stesso, ha ha!

Nei Gluecifer ti dedicavi unicamente alla chitarra. Da dove viene questa voglia di cantare?

Non è una cosa che avevo programmato di fare dall'inizio, ma dopo che ho iniziato a scrivere e a registrare i primi demo mi sono sentito restio a far cantare qualcun altro. Questa volta non posso nascondermi dietro a nessuno, e ovviamente sono un po' spaventato. D'altro canto, sono sicuro che dovevo fare così per far uscire le canzoni come voglio io.

La Norvegia è famosa soprattutto per la scena black metal, ma tu suoni un genere profondamente diverso. Non ti piace proprio il black metal?

Non mi interesso del black metal, e non l'ho mai fatto.All'inizio era un movimento sotterraneo per persone oscure, misantrope e asociali, che per me è l'opposto del rock'n'roll. Tuttavia oggi è un po' diverso, è diventato più mainstream, e alcune band sembrano divertirsi sul palco. Ad ogni modo, non è il mio campo e mai lo sarà.

E' stato difficile emergere in uno stato quasi unicamente concentrato sul black metal?

Assolutamente no. Queste persone stavano sempre in cantine buie a bruciare candele e non suonavano mai dal vivo. L'unica cosa che attirò i media (nel periodo in cui i Gluecifer iniziavano a farsi conoscere), era il fatto che si uccidessero a vicenda, bruciassero le chiese e prendessero a calci le lapidi. Alcuni potrebbero pensare che fosse qualcosa di figo ma per fortuna non lo pensano in troppi!




Vi vedremo suonare in giro per l'Europa?

Certo! Saremo in giro per l'Europa dal 25 febbraio. Penso che ci saranno degli spettacoli in Italia attorno a marzo. Spero di vedere tutti quelli che stanno leggendo!Ci sono altre cose nel vostro paese oltre al parmigiano (il formaggio nda), i negozi alla moda di Milano e il buon vino rosso. So che voi ragazzi sapete come "rockeggiare"!


Cosa ti piace ascoltare in questi tempi?

Cerco di seguire un po' quello che esce in questi tempi, in modo da non restare fisso sugli ac/dc e altre classiche rock band della mia collezione di cd!I E' difficile trovare nuove cose che siano buone, ma mi piacciono Juliette And The Licks, Boss Martians (ottimo rock'n'roll da Seattle), Tricky Woo da Vancouver, The Bronx da Los Angelese, mi piacciono anche i Jet dall'Australia. Ascolto anche qualcosa di metal. Purchè ci sia un elemento rock nella musica ascolto di tutto, da Bob Dylan agli High on Fire.

E cosa ne pensi del download della musica da internet e la crisi dell'industria discografica? E' qualcosa che ti preoccupa? 

E' veramente brutto che le cose siano diventate così, ma le compagnie discografiche possono pure ringraziare se stesse, sono sempre state troppo avide e poco aggiornate, ed è stato questo a danneggiarle.Quello che penso sia veramente triste è che, qualunque cosa sia, i ragazzi non hanno l'usanza di pagarla, mentre gli artisti spendono un sacco di soldi per poter registare.
E' anche triste che loro scarichino degli mp3 che non hanno neanche una qualità buona come un cd o un vinile. Significa che alla fine ci perdono tutti. L'artista perde i soldi, mentre il consumatore perde la qualità.

Ultima domanda: siamo sotto Natale... cosa ti piacerebbe trovare sotto l'albero?
Mi piacerebbe trovare uno schermo piatto a 50 pollici e un viaggio di due settimane in tailandia. Ma visto che più probabilmente non trovero nessuno dei due è meglio che mi sbrighi e me li compri da solo!


Grazie ancora per l'intervista!

Anche a te, grazie per l'attenzione e Buon Natale!

Captain Poon

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