venerdì 4 gennaio 2008

Dark Water "Calling The Earth To Witness" (2007)

Eccoci a parlare dei DarkWater, band che si dedica ad un metal piuttosto sperimentale e melodico. Non sono però riusciti a piacermi per diversi motivi: la voce del cantante non ha nulla di personale né di particolarmente bello, anzi alla lunga risulta quasi fastidiosa, con troppi acuti e un timbro troppo "nasale". La lunghezza delle canzoni è poi veramente eccessiva (abbiamo una media di 10 minuti l'una) il che le rende ben poco immediate e le trasforma in un pastone generale e poco distinguibile. I brani si confondono tra loro, e ovviamente arrivati al quarto, "Habit", non se ne può già più. Le canzoni sono strutturate intorno ad una melodia, con virtuosismi di chitarra frequenti, e il già citato cantato del vocalist, molto monocorde e poco accattivante. Spesso è utilizzato anche il pianoforte, che però non riesce a dare una svolta all'album, che risulta irrimediabilmente noioso. La produzione è tuttavia buona, i suoni sono puliti e i musicisti stessi conoscono il loro lavoro. Detto questo, "Calling The Earth To Witness" è un disco che mi ha profondamente annoiato: che dire, alla prossima con i DarkWater e speriamo che nel frattempo sappiano migliorare le loro lacune.

Tracklist:
1. 2534167 (intro)
2. All Eyes On Me
3. Again
4. Habit
5. The Play - I
6. The Play - II
7. Shattered
8. Tallest Tree
9. In My Dreams

Website: www.darkwater.se

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