martedì 9 dicembre 2008

Coronatus "Porta Obscura" (2008)

Una noia mortale. Non ci sono altre parole per descrivere questo pastone di cd, un calvario di quasi un'ora suddiviso in 13 pezzi uno più banale dell'altro, tutti uguali e scopiazzati qua e là dai peggiori Nightwish e dai Cradle Of Filth (copertina identica a quella di "Midian"!). Ovviamente i cliché del genere ci sono tutti: doppia voce (entrambe femminili questa volta) che cantano su toni talmente alti da sconfinare negli ultrasuoni; i testi dove ricorrono le solite parole ("black", "spell", "beauty" et similia) tanto per non far fatica neanche da quel punto di vista; la musica massiccia, sognante, piena di cori fino all'inverosimile.
Per aggiungere una botta di vita i primi 6 brani sono cantati in inglese, poi ce ne sono 4 in tedesco (lingua madre della band) e se siete così carini da comprare l'edizione digipack ve ne regalano altre due, sempre in lingua germanica. Non so cosa possa cambiare nell'averne due in più o due in meno, dato che sono tutte perfettamente uguali, e non è un modo di dire. Perchè non sono solo simili, sono IDENTICHE! Quello che mi indispettisce di questo album, è che i Coronatus ad essere originali non ci provano neanche lontanamente, ma va bene, lasciamo stare: dopotutto non sono la prima band scopiazzona e non saranno neanche l'ultima. Ma allora fatemi divertire almeno, scrivete delle belle canzoni, che se non passeranno alla storia per l'innovazione almeno saranno più che piacevoli da ascoltare. Invece no. I Coronatus si sono infilati in un genere che è facile a risultare noioso, ripetitivo, frastornante e hanno cercato di renderne il peggio. L'unico pezzo un po' diverso è "Volles Leben" (uno di quelli della versione digipack) cantato da un uomo, e quindi accessibile anche a chi non è un pipistrello.

La cosa curiosa è che a questo cd hanno lavorato produttori già al servizio di Nightwish, Children Of Bodom, Sonata Arctica; gente con una certa esperienza insomma; la stessa cantante Carmen Schäfer fa già parte di altre band.. quindi, non potevano continuare tutti per i fatti loro invece di partorire questo coso informe? Evidentemente no, hanno voluto dargli vita ed eccolo qua, ma voi statene alla larga.

Tracklist:
1. Prologue 
2. Exitus
3. Fallen
4. In Silence
5. Beauty In Black
6. Cast My Spell
7. In Your Hands
8. Mein Herz
9. Am Kreuz
10. Der Vierte Reiter
11. Strahlendster Erster
12. Flos Obscura (Bonus track)
13. Volles Leben (Bonus track)

venerdì 5 dicembre 2008

The Dying "Triumph Of Tragedy" (2008)

I The Dying nascono in Belgio nel 2000 col nome di Chimaera; nel 2003 riescono a portare il loro thrash metal all'attenzione della Eyespy Records, che nel 2006 produce un loro demo con nuovo nome di The Dying, scelto poiché il vecchio moniker era troppo simile a quello dei Chimaira, famosa band americana. Nel 2008 arrivano finalmente a pubblicare il primo album, il presente "Triumph Of Tragedy" pubblicizzato da una fitta rete di merchandise. Riguardo al disco c'è da dire che non è niente di nuovo, ma è anche vero che la produzione e i suoni sono molto buoni, soprattutto considerando che questo è l'esordio. In seconda battuta, non va dimenticato che molte delle band oggi considerate storiche hanno debuttato con dischi veramente brutti, per poi farsi le ossa col passare del tempo e l'accumularsi di esperienza. Oggi invece, con l'enorme quantità di band a nostra disposizione, la "selezione naturale" si è fatta molto più dura e le band tendono ad essere inserite tra quelle valide o quelle inutili fin da subito, con scarse possibilità di riscattarsi in futuro. Per questo, non mi sembra che i The Dying possano avere un grande successo al momento, ritengo infatti che manchino di originalità; tanto per capirci, potrebbero essere tranquillamente una cover band di gruppi thrash metal. Come già detto, le 11 tracce non sono brutte, ma dalla prima all'ultima sono tutte molto simili, sia tra loro che a confronto con quelle di altre bands. Fra i brani quelli più piacevoli sono "Blessed With Tragedy", "Gotham" e la conclusiva "Slaves Of Tomorrow".
Ricapitolando, questo album è indirizzato soprattutto ai fanatici del thrash che cercano nuove band da ascoltare non necessariamente innovative; per il resto del pubblico, aspettiamo di vedere cosa i The Dying ci proporranno in futuro.

Tracklist:
1. The Beginning Of The End
2. Scars And Stripes
3. Bottles And Oils
4. Gotham
5. Serpent
6. Blessed With Tragedy
7. Killing The Drama
8. Scarred Like Us
9. The Sadist Virus
10. Jesus The Judas
11. Slaves Of Tomorrow

martedì 2 dicembre 2008

Intervista ai Satyricon

In occasione delle due date italiane, la band norvegese dei Satyricon si è resa disponibile per un'intervista. Li abbiamo incontrati al Rolling Stone di Milano e i due, sorseggiando tè caldo e rivelandosi cortesi e cordiali, hanno risposto alle nostre domande. Ecco cosa abbiamo scoperto:

Allora, come sta andando il tour? Tutto bene?

FROST: Abbiamo un album che si adatta molto bene ai concerti e che è molto soddisfacente da suonare dal vivo e penso che questo dia una motivazione extra alla band. Questo è veramente ottimo.

E siete contenti dei gruppo che sono in tour con voi?

SATYR: Abbiamo avuto qualche cambiamento perchè il chitarrista degli Evile si è rotto la mascella, quindi gli Zonoria saranno gli unici supporter, suoneranno un po' di più e anche noi suoneremo un po' di più. Non credo che i fan dei Satyricon vogliano vedere quante più band possibile, non è per questo che vengono agli spettacoli e quindi penso che vada bene così; gli Zonoria suonano 45 minuti, sono una band fresca che presenta quello che fa e sembra che stiano andando d'accordo con la nostra audience. Hai presente il tour dei Morbid Angel? Sono ovviamente una band che rispettiamo e apprezziamo molto, ma ci sono 7 gruppi in quel tour. E' impossibile far suonare bene 7 gruppi in un giorno, il che significa fare 5 show scadenti e solo il complesso prima degli headliner fa un buono spettacolo. Abbiamo l'impressione che, per mantenere le porte aperte, i manager buttino i gruppi sul palco dicendo "15 minuti, niente soundcheck, suonate" e se sono in ritardo di 3 minuti ne suonano 12 e così via. Noi siamo un complesso che si è sempre assicurato della qualità invece che della quantità; comunque è bello essere qui e suonare in tanti posti diversi.

Avete fatto shopping qua a Milano?

S: Sì, abbiamo comprato dei vestiti e anche qualche vino toscano.

Avete anche suonato in India. Ci direste qualcosa su quell'esperienza?

S: Abbiamo suonato là una settimana prima che cominciasse il tour europeo, a Bombay e a New Delhi; abbiamo suonato con band locali mentre i Satyricon erano l'attrazione principale. Le folle erano molto appassionate, sapevano tutte le canzoni a memoria, ma ogni cosa là va veramente male; in Italia la gente si lamenta molto dell'organizzazione ma in India è veramente molto peggio, si vedono molte differenze sociali. La gente è poverissima e ci sono bambini piccoli che si arrampicano sui semafori o sulle macchine chiedendo cibo o neonati nudi lasciati per le strade, è molto impressionante. E' parte di quello che facciamo; la nostra musica ci ha portato in molti luoghi diversi del mondo e vediamo molte cose belle ma ne vediamo anche di brutte.



Recentemente avete pubblicato un nuovo video ("Black Crow On A Tombostone" nda); ci dite qualcosa al riguardo? Come l'avete realizzato, il suo significato?

S: E' stato realizzato da Junas Akerlund, che era il batterista della leggendaria band dei Bathory, questo è il suo background come musicista, e adesso è uno dei produttori di video più rispettati al mondo, ha lavorato con Madonna, U2, Lenny Kravitz, Metallica, qualunque cosa ti venga in mente. Quello che voglio dire è che lui probabilmente è il produttore numero uno al mondo, e realizza i suoi video in modo molto semplice. Mi ha detto :"Quello che cerco di fare è rendere la canzone ancora più forte di quello che è". Penso di aver imparato molto da lui solo capendo questo. In 3 minuti e 45 non c'è tempo per raccontare una gran storia, quello che bisogna fare è trovare qualcosa che rappresenti visivamente l'essenza della canzone, per quanto riguarda la musica, il testo e anche l'attitudine. Ricordo quando facemmo "The Pentagram Burns", volevamo semplicemente qualcosa che corrispondesse alla canzone; ma quando abbiamo fatto il video di "K.I.N.G." non siamo stati molto contenti perché il regista voleva raccontare questa stupida storia, ma non ce n'era il tempo, si potrebbe fare solo con una canzone come "Black Lava" che dura 15 minuti.
Per concludere nel video abbiamo provato a mettere degli elementi collegati al testo: ci sono cose molto scontate come le mie braccia che diventano ali o la mia ombra che è quella di un corvo, cose semplici di questo tipo.

Farete un altro dvd?

S: Non abbiamo piani precisi al riguardo ma cercheremo di farne uno nel 2009, ci piacerebbe registrare un concerto!

Ricordo che avevate parlato dei numerosi problemi del mondo odierno. Pensate che Barack Obama farà qualcosa di buono?

S: Penso che il problema generale della Terra sia più grande di così e che un unico presidente e un unico stato non possano cambiare le cose, per quanto quel governo sia potente. Penso che per noi sia più interessante cercare di capire perché la musica dei Satyricon oggi suona così, come artisti quali sono le influenze che sentiamo.



So che odiate profondamente le religioni organizzate, che hanno dominato il mondo per molti secoli. Come immaginate un modo senza religioni? Pensate che gli uomini sarebbero più liberi, con mentalità più aperte?

F: Penso che se vivessimo abbastanza a lungo vedremmo la società occidentale libera da religioni, perché il livello di cultura e conoscenza si sta alzando. E' impossibile imporre la religione a persone che capiscono, e penso che essa prenda piede in alcuni paesi perché riesce a farsi passare per la verità e la vera conoscenza. Credo che se tutti potessero vedere le cose attraverso la conoscenza senza nessuna predisposizione riguardo quello che vogliono credere, potrebbero scoprire molte cose in più. Sarebbero effettivamente più liberi, ma credo che al giorno d'oggi ognuno sia abbastanza libero da scoprire questa conoscenza, se lo vuole.

Cosa pensate dell'Italia? Vi piace il nostro paese?

S: Sento una grande vicinanza spirituale con l'Italia, e quando ho girato per Roma la prima volta ho sentito una sorta di appartenenza. E' stata una grande fonte di ispirazione, così come la Grecia, le mitologie e la storia di questi due stati. Anche se piacciamo alla gente e abbiamo molti fan qui, penso che i Satyricon abbiano un legame con l'Italia più forte di quello che l'Italia ha coi Satyricon. E' uno dei posti dove mi piace trascorrere il tempo libero; capisco tutte le lamentele degli italiani sul governo e la società, ma non vivendo qui vedo solo le cose buone con cui sento questo forte legame che mi ispirato molto anche per la band, e ultimamente anche Frost ha iniziato a seguirmi per questo sentiero.


Bene cari lettori, questo è quanto. Alla prossima!