Strano connubio quello
degli Athalay, che si divertono a mescolare cavalcate black metal e
freddi suoni elettronici, ottenendo un risultato che, a seconda dei
gusti, può risultare orribile o fantastico. L'ep di cui stiamo
parlando, "And The Night Comes Again", contiene sei pezzi
di questo mix, dove le ritmiche serrate la fanno da padrone
ipnotizzando (o addormentando, sempre a seconda delle preferenze)
l'ascoltatore, trascinandolo in uno strano mondo zeppo di synth e
tastiere ma anche strumenti analogici come batteria e chitarre. Il
cantato, in growl, è praticamente inintelligibile, e questo fa
forse perdere un po' di serietà alla band, innescando il frequente
fenomeno per cui la voce sembra uno strano abbaiare in cui non si
distingue niente. Questa è sicuramente la pecca principale e quello
che il gruppo ungherese dovrà dedicarsi a migliorare, mentre per il
resto l'ep ha il suo fascino, specialmente per chi ama sonorità
particolari e sposalizi musicali quasi impensabili. "Shadows
Dance", ad esempio, comincia con un incipit tipicamente black
metal, che presto viene sommerso da note sintetiche pur mantenendo
una sua maestosità diabolica. Notevole anche "Unknown
Pleasure", anche se in conclusione è difficile stabilire se
questo sia un buon disco o una pacchianata incredibile. Probabilmente
lo capiremo solo col passare del tempo.
Tracklist:
1. Prison Of A Fey Body
2. Inner Fear
3. Stigma Of Atmospheric Horror
4. Unknown Pleasure
5. Shadows Dance
6. Empty Solitude
Website: www.myspace.com/athalay

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