Da non confondere coi connazionali Eisbrecher, gli
Eisregen si dedicano ad un particolare connubio tra industrial e
black metal melodico, indurito ulteriormente dalla lingua tedesca. Le
informazioni su Internet sono piuttosto frammentarie e spesso e
volentieri scritte in lingua germanica; sono comunque riuscita a
scoprire che la band è attiva dal 1995 e questo è il settimo album
uscito per la Massacre Records. Per il resto, il quartetto ha
pubblicato anche qualche ep, cd di registrazioni live ed è già
annunciato un dvd per il 2009.
Venendo al presente
"Knochenkult", è innegabile che si noti l'esperienza del
gruppo, specialmente per quanto riguarda la produzione: gli strumenti
e la voce hanno un eccezionale equilibrio, nessuno degli elementi
prevarica l'altro; questa limpidezza nei suoni è uno dei richiami
che vedo con l'industiral, dato che il black metal "puro"
tende a privilegiare produzioni più "sporche" e "marce",
creando volutamente un'atmosfera di decadenza, di rovinato. L'altro
elemento elettronico che mi si presenta alle orecchie è l'uso
occasionale di tastiere e campionamenti, che troviamo in brani come
"Stahlschwarzschwanger", "Erscheine!", "19
Nägel Für Sophie", "Sei Fleisch Und Fleisch Sei Tot",
mentre per il resto l'album è decisamente black: chitarre massicce,
ritmi serratissimi e cantato growl, che però a volte lascia il posto
alla voce pulita. Eccezione alla regola, nel disco trova spazio
persino un brano più calmo e a tratti acustico, "Schwarzer
Gigolo".
Il disco comincia con
"Stahlschwarzschwanger", pezzo che mette subito le carte in
tavola per chi non conoscesse la band: atmosfere maestose, suoni
pieni e, come si conviene al genere, durata delle canzoni piuttosto
alta, intorno ai 5 minuti. Non mancano neanche i momenti più
melodici e spesso le chitarre elettriche sono accompagnate, in
secondo piano, da arpeggi classici. "Treibjagd" ricorda i
lavori più vecchi dei Dimmu Borgir, prima della svolta da molti
ritenuta "commerciale", mentre le parti di voce pulita in
"Erscheine!" richiamano i toni di Till Lindemann; questo
pezzo è anche fornito di alcune atmosfere sognanti alla Cradle Of
Filth, con tanto di fiati che creano ancora di più la sensazione di
trovarsi in un bosco fatato. "Das Liebe Beil" è invece
una delle canzoni più serrate del disco, assieme a "Sei Fleisch
Und Fleisch Sei Tot" e "Das Letzte Haus Am Ende Der
Einbahnstrasse", dotata di un ritmo incalzante e che si pianta
in testa. "19 Nägel Für Sophie", un po' come "Schwarzer
Gigolo" è molto più riflessiva, la voce è naturale e mette in
evidenza le capacità del vocalist, che se la cava bene anche fuori
dall'ambito growl. La conclusiva "Knochenkult" torna sui
toni della maestosità, trasmettendo una sensazione di freddo,
creando immagini di montagne innevate e valli deserte; inutile dire
che è una delle canzoni più belle del disco.
Come avrete ormai capito
ho apprezzato molto questo album, che secondo me merita più di un
ascolto e rientra tra le migliori uscite degli ultimi mesi.
Nell'edizione in digipack
trovate anche "Blut Ist Leben".
Tracklist:
1. Stahlschwrzschwanger
2. Treibjagd
3. Erscheine!
4. Das Liebe Beil
5. 19 Nagel fur Sophie
6. Sei Fleisch und Fleisch Sei Tot
7. Schwarzer Gigolo
8. Sussfleisches Nachtgebet
9. Das Letzte Haus Am Ende Der Einbahnstrasse
10. Knochenkult
11. Blut Ist Leben (bonus track)

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