venerdì 19 settembre 2008

Eisregen "Knochenkult" (2008)

Da non confondere coi connazionali Eisbrecher, gli Eisregen si dedicano ad un particolare connubio tra industrial e black metal melodico, indurito ulteriormente dalla lingua tedesca. Le informazioni su Internet sono piuttosto frammentarie e spesso e volentieri scritte in lingua germanica; sono comunque riuscita a scoprire che la band è attiva dal 1995 e questo è il settimo album uscito per la Massacre Records. Per il resto, il quartetto ha pubblicato anche qualche ep, cd di registrazioni live ed è già annunciato un dvd per il 2009.
Venendo al presente "Knochenkult", è innegabile che si noti l'esperienza del gruppo, specialmente per quanto riguarda la produzione: gli strumenti e la voce hanno un eccezionale equilibrio, nessuno degli elementi prevarica l'altro; questa limpidezza nei suoni è uno dei richiami che vedo con l'industiral, dato che il black metal "puro" tende a privilegiare produzioni più "sporche" e "marce", creando volutamente un'atmosfera di decadenza, di rovinato. L'altro elemento elettronico che mi si presenta alle orecchie è l'uso occasionale di tastiere e campionamenti, che troviamo in brani come "Stahlschwarzschwanger", "Erscheine!", "19 Nägel Für Sophie", "Sei Fleisch Und Fleisch Sei Tot", mentre per il resto l'album è decisamente black: chitarre massicce, ritmi serratissimi e cantato growl, che però a volte lascia il posto alla voce pulita. Eccezione alla regola, nel disco trova spazio persino un brano più calmo e a tratti acustico, "Schwarzer Gigolo".
Il disco comincia con "Stahlschwarzschwanger", pezzo che mette subito le carte in tavola per chi non conoscesse la band: atmosfere maestose, suoni pieni e, come si conviene al genere, durata delle canzoni piuttosto alta, intorno ai 5 minuti. Non mancano neanche i momenti più melodici e spesso le chitarre elettriche sono accompagnate, in secondo piano, da arpeggi classici. "Treibjagd" ricorda i lavori più vecchi dei Dimmu Borgir, prima della svolta da molti ritenuta "commerciale", mentre le parti di voce pulita in "Erscheine!" richiamano i toni di Till Lindemann; questo pezzo è anche fornito di alcune atmosfere sognanti alla Cradle Of Filth, con tanto di fiati che creano ancora di più la sensazione di trovarsi in un bosco fatato. "Das Liebe Beil" è invece una delle canzoni più serrate del disco, assieme a "Sei Fleisch Und Fleisch Sei Tot" e "Das Letzte Haus Am Ende Der Einbahnstrasse", dotata di un ritmo incalzante e che si pianta in testa. "19 Nägel Für Sophie", un po' come "Schwarzer Gigolo" è molto più riflessiva, la voce è naturale e mette in evidenza le capacità del vocalist, che se la cava bene anche fuori dall'ambito growl. La conclusiva "Knochenkult" torna sui toni della maestosità, trasmettendo una sensazione di freddo, creando immagini di montagne innevate e valli deserte; inutile dire che è una delle canzoni più belle del disco.
Come avrete ormai capito ho apprezzato molto questo album, che secondo me merita più di un ascolto e rientra tra le migliori uscite degli ultimi mesi.

Nell'edizione in digipack trovate anche "Blut Ist Leben".

Tracklist:
1. Stahlschwrzschwanger
2. Treibjagd
3. Erscheine!
4. Das Liebe Beil
5. 19 Nagel fur Sophie
6. Sei Fleisch und Fleisch Sei Tot
7. Schwarzer Gigolo
8. Sussfleisches Nachtgebet
9. Das Letzte Haus Am Ende Der Einbahnstrasse
10. Knochenkult
11. Blut Ist Leben  (bonus track)

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