mercoledì 16 dicembre 2009

My Life With The Thrill Kill Kult "Death Threat" (2009)

Nuovo disco per i My Life With The Thrill Kill Kult, band industrial originaria di Chicago e attiva da più di vent'anni. Quest'album è composto di 10 pezzi di ottimo industrial-electro suonato ad opera d'arte e ricco di spunti che vanno oltre le strutture tipiche del genere, come possiamo notare in "Spotlite Hooker" e "Foxxxy Rockit", vagamente hip-hoppeggianti, in "Load Road" che si avvicina ad andamenti rock.
L'album parte subito alla grande con "Witchpunkrockstar", che come spesso accade ai pezzi d'apertura, fa un po' da "guida" generale di quello che sarà il proseguo, mettendo in tavola tutte le carte della band e mostrando fin da subito quell'orecchiabilità (passatemi il termine) che fa sì che ci si ricordi subito di alcuni pezzi e venga voglia di riascoltarli. Si continua quindi con "Invasion (of the ultra models", brano più oscuro e decisamente industrial che lascia poi il posto alla titletrack, uno dei pezzi forti del disco, ritmatissimo e consistente, la vera canzone che fa venire voglia di ballare! Dopo la già citata "Spotlite Hooker" è il turno di "Lone Road", dove le parti elettroniche la fanno da padrone e le atmosfere tornano cupe. Ottima anche "Who R U Now?" che ricorda i tempi d'oro di Manson, mentre "The Ultimate Nude" è un brano corto e riflessivo ma dotato di un suo fascino particolare. "Bottoms Up" ha nuovamente qualche elemento che riconduce all'hip-hop, magistralmente affogato in musiche industrial, creando così un mix particolare ed interessante, ma siamo giunti alla fine, affidata a "Psychik Yoga", il pezzo più sognante e stravagante dell'intero lavoro.

Un buonissimo disco che piacerà ai fan di Rob Zombie e del vecchio Marilyn Manson, due gruppi che sicuramente si sono ascoltati i My Life With The Thrill Kill Kult.

Tracklist:
1. Witchpunkrockstar
2. Invasion (Of The Ultra Modelz)
3. Death Threat
4. Spotlite Hooker
5. Lone Road
6. Who R U Now?
7. Foxxxy Rockit
8. The Ultimate Nude
9. Bottoms Up
10. Psychik Yoga

mercoledì 2 dicembre 2009

In Tormentata Quiete "Teatro Elementale" (2009)

Difficile catalogare sotto un "genere" musicale una proposta particolare come quella dei bolognesi In Tormentata Quiete, che hanno deciso fin dall'inizio della loro carriera di mescolare sonorità metal e cantati scream con arpeggi folk e inserti praticamente recitati. Il teatro infatti, come da titolo, è il tema dell'ultimo disco; il teatro visto poi come la vita stessa, in cui noi tutti siamo attori che recitano una parte.
L'album è articolato in 15 tracce, di cui 7 sono brevi monologhi dove di volta in volta ci viene raccontato qualcosa su argomenti come i sogni, il senso della vita, la pazzia..
Per il resto i pezzi, tutti cantati in italiano, si snodano come già accennato tra cavalcate metal e dolci schitarrate folkloreggianti; inoltre sono tutti dotati di un'alta carica drammatica, acuita dai monologhi recitati tra l'uno e l'altro.
Esempi più lampanti della dualità dell'anima del gruppo sono brani come "Del Mare Alla Luna", che comincia con una melodia suadente, per poi sfociare in sonorità più metal con tanto di cantato in scream, oppure "Il Canto Del Mare". Da notare fra l'altro la ricorrenza di elementi della natura nei titoli delle canzoni.

Le linee guida del disco sono queste, la qualità è ottima, non vi resta che ascoltarlo per giudicare voi stessi!

Tracklist:
1. Discorso Sul Teatro Drammatico
2. L'Alchimista
3. Monologo
4. La Danza Del Fuoco
5. Monologo
6. Il Pianto Della Terra
7. Monologo
8. Dell'Uomo E Del Vento
9. Monologo
10. Il Canto Del Mare
11. Monologo
12. Le Illusioni Del Vento
13. Monologo
14. Dal Mare Alla Luna
15. Epilogo

venerdì 27 novembre 2009

Intervista a Jyrki 69 Linnankivi, cantante dei The 69 Eyes

I vampiri finlandesi sono tornati con un disco che torna alle loro origini rock'n'roll, mischiandole con l'esperienza gotica della band, producendo un mix letale e orecchiabile. In attesa di vederli dal vivo anche in Italia, e mentre ascoltate l'ultimo album, gustatevi questa intervista al vocalist Jyrki "69" Linnankivi.

Possiamo dire che con "Back In Blood" state aprendo una nuova era, dopo quella conclusasi col box set?

Precisamente! In generale il suono e il sangue rimangono gli stessi, ma c'è qualche forte influenza losangelina per farli rockeggiare di più!

Di quali argomenti parlate in questo album?

E' tutto riguardante i vampiri. Cos'altro c'è di interessante al mondo?

Da dove viene la vostra ispirazione? Che metodo utilizzate per scrivere le canzoni?

All'inizio, quando scrivevo le prime canzoni con i testi incentrati sui vampiri, mi sono accorto che ero totalmente preso da questo tema, così mi sono circondato di tutte le novità concernenti queste creature della notte - per aggiornarmi!

Avete appena firmato con la Nuclear Blast. Come mai avete scelto questa casa discografica e come sta andando la collaborazione?

La Nuclear Blast ha fatto uscire il nostro box set, "Goth'n'Roll", e ha fatto un grandissimo lavoro nel promuoverlo. "Promozione" è la parola chiave di questi tempi; la musica è quella che parla e dimostra le tue capacità, ma le persone hanno bisogno di sapere che tu esisti!
La Nuclear Blast ci ha rimessi in primo piano.



Usate molto Internet per comunicare coi vostri fans. E' utile per ricevere riscontri sul vostro lavoro e su quello che la gente ne pensa?

Onestamente cerco di evitare la rete dato che non ho il tempo che dovrei dedicarle. Immagino che dovrei aggiornare spesso il blog ma non ne ho tempo - vivo e faccio rock nel mondo reale. I fan sono sempre affamati di notizie, così come Renfield lo è di scarafaggi e mosche (naturalmente citazione da "Dracula" di Bram Stoker - nda) e facciamo del nostro meglio per tenerli aggiornati. Facciamo questo per i nostri fan, sono loro i nostri capi, ma per mantenere tutto interessante ed eccitante vogliamo sorprenderli con cose nuove ogni volta. Quindi vederli ai nostri spettacoli o comprare i nostri dischi è il modo per comunicare al livello più alto.

Cosa puoi dirci di un prossimo tour? Vi vedremo dal vivo?

Andremo in tour prima negli Stati Uniti, quindi in Finlandia e infine in Europa. Non vediamo l'ora di suonare dal vivo per voi, gente!

Jyrki, collabori ancora con l'UNICEF? Cosa stai facendo per loro al momento?

Sì, sono un Goodwill Vampire! Il prossimo impegno sarà in Novembre, visiterò l'Habbo Hotel per l'evento dell'UNICEF. Ci vediamo là!

I vampiri hanno sempre avuto un ruolo molto importante nella vostra musica e immagine. Cosa ne pensi di film come "Twilight" o "Lasciami Entrare"?

Mi piacciono entrambi! Rappresentano una nuova generazione di esseri con le zanne. I 69 Eyes ovviamente devono di più alla generazione di Christopher Lee e degli anni '60 e '70, ma abbiamo anche bisogno di sangue fresco, così la nuova scena è la benvenuta!

Dicci qualcosa sul regista e la storia del vostro nuovo video, "Dead Girls Are Easy".

Il video è stato girato dal solo e unico Bam Margera. Ha fatto il video "Lost Boys" con noi cinque anni fa, così questo è stato come un seguito. La trama è molto anni '80, rifacendosi sia ai video degli ZZ Top che a quelli di Michael Jackson - puro divertimento!
L'abbiamo girato in un weekend molto fico a West Chester (PA, USA) e le ragazze morte si sono rivelate molto belle e facili ;-)

Grazie per aver risposto alle nostre domande.


Blessed Be!

mercoledì 4 novembre 2009

Lewd Acts "Black Eyes Blues" (2009)

I Lewd Acts non sono persone che scherzano, questo è meglio saperlo fin da subito. Una volta che inizierete ad ascoltare il loro nuovo cd verrete investiti da un muro sonoro di rabbia tramutata in punk - hardcore di ottima fattura. Per una volta infatti, l'ira viene usata come propulsore per una musica più potente e più espressiva, invece che essere espressa solo tramite urla buttate a caso e parti strumentali senza nè capo nè coda. A differenza di questi esperimenti malriusciti, il gruppo californiano è riuscito a "gestire" a suo vantaggio la rabbia che sente nei confronti del mondo, sfruttandola come già accennato per creare canzoni potenti, rabbiose e personali.
"Black Eye Blues" è composto da undici pezzi, accomunati dalla voce graffiante di Tylure e da ritmiche travolgenti tipicamente punk, mentre la corposità dei suoni, la loro maestosità quasi "solida" viene presa in prestito dal metal, producendo canzoni bellissime come "Nightcrawlers", "Penmanship Sailed" e "I Don't Need You". C'è spazio anche per un mini episodio malinconico e funereo come "Who Knew The West Coast Could Be So Cold?" (peccato davvero l'esigua durata). Il piatto forte è però caratterizzato dal brano di chiusura "Nowhere To Go", dove troviamo tutte le diverse sfaccettature del gruppo fino ad ora descritte, quasi a riassumere l'album.

"Black Eye Blues" merita molto più di un ascolto, poichè inizialmente si viene colpiti soprattutto dalla veste hardcore mentre le altre qualità si scoprono poco alla volta, caratteristica che lo rende un disco destinato a durare nel tempo. 

Tracklist:
1. Know Where To Go
2. Wide Black Eyes
3. Night-Crawlers
4. You Don't Need Me
5. I Don't Need You
6. Who Knew The West Coast Could Be So Cold
7. Penmanship Sailed
8. Young Lovers, Old Livers
9. Rot Gut Charlie
10. My Father Was A Locomotive
11. Nowhere To Go

venerdì 16 ottobre 2009

Bible Black "The Black Swan Epilogue" (2009)

Provengono dalla Svezia i Bible Black, che annoverano tra i componenti ex membri di King Diamond e Memory Garden. "The Black Swan Epilogue" rappresenta per loro l'esordio, un esordio veramente grandioso (grazie anche al fatto che, appunto, i musicisti non sono dei novellini) che fa della potenza sonora la sua forza, attraverso otto brani maestosi, diabolici, che catalizzano l'attenzione di chi ascolta senza far mai calare la tensione, la voglia di sapere cosa verrà dopo, e alla fine dei quali ci si sente soddisfatti e con le orecchie piacevolmente rinfrescate. Certo i pezzi sono tutt'altro che carezzevoli, rifacendosi alle frange più estreme del metal, (black e death le principali referenze) ma riescono comunque a risultare tutt'altro che noiosi e dispersivi. L'album, che è uscito anche in edizione deluxe con tanto di bonus dvd, si apre con l'ottima intro "Leaving Shangri-La", seguita da "Mourning Becomes Me", canzone che già da subito mette in mostra le capacità dei Bible Black, e che ricorda un po' i Children Of Bodom nei momenti più incattiviti. Si continua poi con "I Am Legion", decisamente black, e "The Dark Engine", più influenzata dall'hard rock, dove le chitarre la fanno da padrone e sfoggiano anche dei begli assoli. Stesso discorso per "Walk Into Light", dopodichè il cd si conclude con la title track, maestosa e degna conclusione di un bel disco. Teniamoli d'occhio.

Tracklist:
1. Leaving Shangri-La
2. Mourning Becomes Me
3. I Am Legion
4. The Dark Engine
5. Bleed
6. Stigma Diaboli
7. Walk Into Light (Liars Parade)
8. The Black Swan Epilogue

venerdì 9 ottobre 2009

Athalay "And The Night Comes Again" (2009)

Strano connubio quello degli Athalay, che si divertono a mescolare cavalcate black metal e freddi suoni elettronici, ottenendo un risultato che, a seconda dei gusti, può risultare orribile o fantastico. L'ep di cui stiamo parlando, "And The Night Comes Again", contiene sei pezzi di questo mix, dove le ritmiche serrate la fanno da padrone ipnotizzando (o addormentando, sempre a seconda delle preferenze) l'ascoltatore, trascinandolo in uno strano mondo zeppo di synth e tastiere ma anche strumenti analogici come batteria e chitarre. Il cantato, in growl, è praticamente inintelligibile, e questo fa forse perdere un po' di serietà alla band, innescando il frequente fenomeno per cui la voce sembra uno strano abbaiare in cui non si distingue niente. Questa è sicuramente la pecca principale e quello che il gruppo ungherese dovrà dedicarsi a migliorare, mentre per il resto l'ep ha il suo fascino, specialmente per chi ama sonorità particolari e sposalizi musicali quasi impensabili. "Shadows Dance", ad esempio, comincia con un incipit tipicamente black metal, che presto viene sommerso da note sintetiche pur mantenendo una sua maestosità diabolica. Notevole anche "Unknown Pleasure", anche se in conclusione è difficile stabilire se questo sia un buon disco o una pacchianata incredibile. Probabilmente lo capiremo solo col passare del tempo.

Tracklist:

1. Prison Of A Fey Body
2. Inner Fear
3. Stigma Of Atmospheric Horror
4. Unknown Pleasure
5. Shadows Dance
6. Empty Solitude

domenica 4 ottobre 2009

Mely "Portrait Of A Porcelain Doll" (2009)

I Mely arrivano dall'Austria, nascono nel 1999 ed hanno all'attivo quattro album, l'ultimo pubblicato quest'anno ed intitolato appunto "Portrait Of A Porcelain Doll".
Il genere che propongono è un rock-metal piuttosto classico, che si snoda in nove brani dalla durata considerevole (siamo in media sui quattro minuti e mezzo), con suoni corposi, voce forte e chitarre in primo piano. L'album parte in realtà un po' sottotono, sensazione acuita dal brano acustico "Don't Wake The Sleeping Dog" posizionato troppo presto in scaletta. Tuttavia il disco si riprende con pezzi come "Hell Low" e la seguente "It Is Cold Without Shoes".
La band dovrebbe però mettere più incisività negli episodi lenti (oltre al già citato "Dont' Wake The Sleeping Dog", si veda "Maybe Yesterday" e "My Addiction") che risultano troppo dispersivi e faticano a far mantenere l'attenzione e la tensione propri di un disco.

Languono un po' anche per quanto riguarda le melodie, che troppo spesso si assomigliano da un brano all'altro, ma questo album è tutto fuorchè sgradevole e resta una piacevole compagnia per gli appassionati delle frange rock e metal più "classiche".

Tracklist:
1. Of Doubts And Fears
2. Grown For Doom
3. Bricks Against Porcelain Dolls
4. Don't Wake The Sleeping Dog
5. Hell Low
6. It Is Cold Without Shoes
7. Maybe Yesterday 
8. Sweet Six Feet
9. My Addicition

Website: Mely su Facebook

martedì 22 settembre 2009

Devils Whorehouse "Blood & Ashes" (2009)

I Devils Whorehouse nascono nel 2000 come progetto parallelo di Morgan dei Marduk, che a quanto pare aveva voglia di cambiare un po' genere e dedicarsi anche a qualcosa di più ordinario. Il gruppo ha pubblicato un mini album nel 2000 (ristampato poi nel 2003) e il primo full length, "Revelation Unorthodox" nel 2003. Ora, a distanza di sei anni tornano con "Blood & Ashes", un disco piacevolissimo dallo stile molto oscuro e horrorifico, una specie di Misfits influenzati dal metal. Un esempio esplicativo di questo connubio è "Werewolf", che richiama immediatamente la band americana coi suoi ritmi serrati e i ritornelli ricchi di cori. Anche la voce di Maelstrom è degna di nota sia per il suo timbro che per la capacità di adattarsi ai vari stili delle canzoni, tra cui episodi più dark e atmosferici come "Speak The Name Of The Devil"; in "Shadows Never Change" troviamo invece delle chitarre che ricordano molto da vicino quelle dei Satyricon negli ultimi dischi, a dimostrazione di come la band si rifaccia a più generi (come del resto è possibile immaginare viste le origini musicali del fondatore).
I dodici brani del disco giocano tutti su queste sonorità, compresa la conclusiva "Snakes Out Of The Mouth Of Hell".
Un disco davvero buono!


Tracklist:
1. Oceans Turn To Blood
2. Wicked One
3. Speak The Name Of The Devil
4. The Cult Of Death
5. Werewolf
6. Demons Of The Flesh/Tight White Ropes
7. Shadows Never Change
8. Smell Of The Ancient Ones
9. Face The Master
10. Werewolf Nation
11. Snakes Out The Mouth Of Hell

venerdì 18 settembre 2009

Blitzkid "Anatomy Of Reanimation Volume 1" (2008)

Dopo 10 anni di carriera e una manciata di album pubblicati, è tempo per i Blitzkid di fare una rassegna e mettere un punto fermo a quanto fatto fino ad ora. Ecco dunque la decisione di pubblicare una raccolta in due volumi dove sono ri-registrati i pezzi più significativi del gruppo come "She Wolf", "Hellraiser" o "Return To The Living". Gli ingredienti sono quelli tipici dell'horror punk: cori orecchiabili, musica graffiante, canzoni tanto brevi da farcene stare quattordici in meno di 40 minuti, il tutto tenuto insieme dalla grafica mostruosamente (in tutti i sensi) irresistibile di Joe Simko.
Non c'è molto da discutere su questo disco, sarà sicuramente apprezzato dai fan di lunga data che si divertiranno a gustare alcune delle loro canzoni preferite, e può rappresentare un buon punto di partenza per coloro che si avvicinano alla band per la prima volta.

Tracklist:
1. The Pumpkinpatch Murders
2. She Wolf
3. Pretty In A Casket
4. Let's Go To The Cemetery
5. Hellraiser
6. Dying Day
7. A Hopeless Night
8. These Walls
9. Return To The Living
10. As The Ropebridge Sways
11. My Dying Bride
12. She Dominates
13. Love Like Blood
14. Nosferatu

Website: www.blitzkid.com

martedì 21 luglio 2009

The Meteors "Hell Train Rollin" (2009)

I Meteors hanno avuto il merito di mescolare per primi, verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, gli elementi che hanno portato alla coniatura del termine "psychobilly", di cui ancora oggi si dichiarano fieramente i re nonchè gli unici veri esponenti,come dichiararono in un loro disco uscito nel 1988, l'ultimo fra l'altro ad essere entrato nella classifica inglese dei dischi più venduti. In più di 20 anni la band inglese è restata unita ed oggi, nel 2009, è ancora carica di voglia di suonare. Questo disco, il ventiseiesimo per la precisione (più tante uscite live e singoli) continua sulla strada già tracciata dal terzetto, trasportandoci in luoghi malfamati grazie alle inconfondibili atmosfere che i Meteors sono capaci di creare: nonostante la produzione pulita e moderna, infatti, l'animo resta sempre quello dei tanto amati anni 50. La voce roca di Paul Fenech è supportata dalle chitarre scarne, i ritmi sincopati e il basso insistente, elementi che riescono sempre a fondersi al meglio e a seguire l'espressività di ogni canzone: in "(They Call Me)Creepy" creano andamenti da b-movie mentre in "Never Stop The Hate Train" sono più rabbiosi per poi passare a ritmi più sbarazzini in "If That's The Way You Want It".
Novità non ce ne sono, il disco tuttavia è eseguito al meglio: ora sta a voi decidere se salire su questo treno infernale oppure no! 

Tracklist:
1. Never Stop The Hate Train
2. Down And Dirty
3. Another Day On Fire
4. Devilbone Fugue
5. This Town
6. 4 Pound Hammer
7. (They Call Me) Creepy
8. If That's The Way You Want It
9. The Old Man Down The Road
10. Slice By Slice
11. Pure Evil
12. Surfin Home On A Dead Girl
13. Psychobilly Number 1

lunedì 6 luglio 2009

Rudra "Brahmavidya Trascendental I"(2009)

I Rudra nascono a Singapore, luogo piuttosto insolito per una band blackened death metal, nel 1992. Dopo varie peripezie dovute a diversi cambi di line-up decidono di sciogliersi, salvo poi riformarsi nel 1996 e pubblicare un paio d'anni dopo il disco omonimo di debutto. La parola "rudra" nella religione induista indica qualcuno che urla, strilla, ed effettivamente questo termine si addice alla musica proposta, che come già detto è un mix di black e death metal, reso però più personale da influenze di musica orientale. Questavolta la divinità malvagia non è il solito Satana, che lascia il posto a déi indiani che donano un sapore esotico, tutto nuovo ma non per questo meno inquietante o "cattivo". Questo album rappresenta il secondo capitolo della trilogia "Brahmavidya", che si concluderà a breve con l'uscita della terza parte.
Un gruppo valido consigliato a chi è in cerca di sonorità un po' diverse.

Tracklist:
1. Bhagavatpada Namaskara
2. Ravens Of Paradise
3. Amrtasyaputra
4. Hymns From The Blazing Chariot
5. Meditations At Dawn
6. Advaitamrta
7. Natural Born Ignorance
8. Immortality Roars
9. Reversing The Currents
10. Venerable Opposites
11. Avidya Nivrtti
12. Not The Seen But The Seer
13. Adiguru Namastubhyam
14. Majestic Ashtavakra

Website: Rudra facebook

martedì 9 giugno 2009

The Creepshow "Sell Your Soul" (2009)

I Creepshow, band canadese dedita allo psychopunk in stile Horrorpops, pubblica nuovamente il disco di debutto del 2006. In questa nuova edizione, "Sell Your Soul" è accompagnato da un dvd bonus che propone dieci canzoni eseguite in concerto, anche se purtroppo non possiamo valutarlo poichè non l'abbiamo avuto disponibile in sede di recensione. Parliamo quindi dell'album e delle undici, irresistibili canzoni piene di energia e arricchite dal gusto retrò del contrabbasso: dalla prima all'ultima, i Creepshow non sbagliano un colpo, inanellando l'uno dietro l'altro brani pieni di mordente, freschi ed anche ben prodotti. Sarah Sin non è solo una bella ragazza da mostrare per attirare più fans, ma anche una brava cantante, espressiva, ironica e convinta del suo ruolo.
I testi dei pezzi sono dedicati principalmente a zombie e altri mostri, come nei casi di "Creatures Of The Night" e "Zombies Ate Her Brains", in cui Sarah ci racconta la trasformazione di una ragazza in una non-morta. "Shake" ci riporta indietro negli anni '50, mentre "Sell Your Soul" è più aggressiva e anche i ritmi sono più serrati e ci trascinano nell'universo della band invitandoci, oltre che a vendere la nostra anima, a ballare fino allo sfinimento. La tripletta "Cherry Hill" - "Candy Kiss" - "Grave Diggers" continua su questa falsariga, dopodichè ci viene proposta la ballata "The Garden", con un'ottima interpretazione vocale di Sarah. Simpatica anche "Doghouse", cantata insieme a una voce maschile ricalcando una lite tra fidanzati al termine della quale lui viene cacciato di casa e invitato appunto a trasferirsi nella cuccia del cane.

"Psycho Ball & Chain" conclude il disco, che contiene anche i videoclip di "The Garden" e "Zombies Ate Her Brain". Un'uscita succulenta sia per i già fan che per quelli che si avvicinano al gruppo per la prima volta.

Tracklist:
1. Sermon, The
2. Creatures Of The Night
3. Shake
4. Sell Your Soul
5. Cherry Hill
6. Candy Kiss
7. Grave Diggers
8. Zombies Ate Her Brain
9. Garden, The
10. Doghouse
11. Psycho Ball & Cahin

domenica 24 maggio 2009

Die Krupps "Volle Kraft Null Acht" (2009)

Nuova uscita per i Die Krupps, famosissima band tedesca che negli anni 80 è stata tra i punti di riferimento della scena industrial ed elettronica. Questo cd non consta però di materiale nuovo, ma è la rilettura, da parte di altri gruppi, di "Volle Krauft Voraus!", uscito nel 1982. E' il quarto album di remix per i DK, dopo l'ultimo del 1996 che li ha visti collaborare coi Front Line Assembly, altro nome ricorrente quando si parla di queste sonorità.
Nel 2009, i gruppi chiamati a re-interpretare i brani del combo tedesco sono KMFDM, Stormtrooper (questi ultimi offrono i due pezzi più tirati),Girls Under Glass, Inertia e vari altri, giusto per citare gli autori delle chiavi di lettura più belle e suggestive.
Parlo di "interpretazioni" e "chiavi di lettura" perché parlare di "remix" non mi sembrerebbe del tutto corretto, in quanto le canzoni non sono state poi così stravolte rispetto alle versioni originali: lo definirei più che altro un album di cover, alcune sicuramente più azzardate ma sempre ben focalizzate sull'opera prima e atte a mantenerne lo spirito di fondo (e non lo dico certamente come difetto!). E' interessante confrontare certi pezzi inclusi nelle versioni di due gruppi diversi, come "Volle Krauft Voraus" e "Das Ende Der Träume" (magistrale quella dei Funker Vogt). Si distinguono inoltre "Wahre Arbeit Wahrer Lohn" fatta dai KMFDM e "Neue Holden" dei Girls Under Glass.

In conclusione, è sicuramente una buona uscita, non fondamentale per avere un quadro dei Die Krupps ma godevole e che certamente i fan più accaniti faranno loro.

Tracklist:
1. Volle Kraft Voraus (Spetsnaz)
2. Das Ende Der Traume (Funker Vogt)
3. Wahre Arbeit, Wahrer Lohn (KMFDM)
4. Larm Macht Spass  (Stormtrooper)
5. Fur Einen Augenblick (Intertia)
6. Tod & Teufel (The Horrorist)
7. Volle Kraft Null Acht (Heckmann)
8. 2 Herzen, 1 Rhythmus (Stormtrooper)
9. Du Lebst Nur Einmal (Modulate)
10. Neue Helden (Girls Under Glass)
11. Goldfinger (Leatherstrip)
12. Das Ende Der Traume (Project Pitchfork)

venerdì 15 maggio 2009

Der Fluch "Im Dorf Der Verdammten" (2008)

A un annetto scarso dall'ultima uscita, il gruppo tedesco torna con un nuovo album. La grafica è un omaggio al film "Il Villaggio Dei Dannati" e la musica è sempre il loro gothic punk oscuro e sporco. Grosse novità non ce ne sono: la band capitanata da Deutscher W (già vocalist degli OHL) continua il percorso intrapreso col precedente "Geschichten Aus Der Gruft", raccontandoci nei testi storielle horror di corvi e mostriciattoli vari. I ritornelli, muniti di cori, sono di facile memorizzazione, pronti per essere poi intonati a squarciagola in sede live, nonostante la durezza della lingua tedesca, stemperata da ritmi divertenti e danzerecci come in "Der Spiegel Meiner Seele". Tra gli altri, spiccano i brani "Das Grauen Geht Um Heut Nacht" e "Wenn Die Engel Singen", con un chorus veramente irresistibile.
Il gruppo, ormai al 25esimo anno di esistenza (seppur non continuato, essendo un side project) si riconferma uno dei nomi che meglio rappresentano l'essenza del gothic punk tedesco, sfornando un disco che non presenta sbavature, cali di tensione o di qualità. La band, che nell'ultimo anno ha ripreso anche l'attività live, suonando pure al Wave Gotik Treffen, punto di riferimento per i seguaci della musica "oscura", sembra con quest'ultimo album più desiderosa di godersi la sua musica e divertirsi con essa, più che cercare nuove sperimentazioni o territori nuovi: in ogni caso missione compiuta!

Tracklist:
1. Der Rabe
2. Lass Immer Eine Kerze Brennen
3. Der Seelenmacher
4. Das Grauen Geht Um Heut Nacht
5. Der Strick Um Deinen Hals
6. Feuertanz
7. Wenn Die Enge Singen
8. Fahrmann Hol Uber
9. Der Spiegel Meiner Seele
10. Knie Nieder Und Bete
11. Der Kalte Stern
12. Die Nacht Der Reitenden Leichen 

Website: www.derfluch.de

mercoledì 1 aprile 2009

Forsaken - After The Fall (2009)

Arrivano da Malta i Forsaken, una provenienza piuttosto curiosa che se non altro li avrà aiutati, agli inizi della loro carriera, ad attirare un po' di attenzione. Carriera che va avanti dal 1990; vent'anni durante i quali la band ha pubblicato tre album, un demo, un ep e anche un dvd, oltre a essere apparsi in varie compilation.
Il genere verso il quale si orientano è un metal di matrice piuttosto classica con qualche incursione doom, ma restano fondamentalmente una di quelle band che, per quanto si impegnino a suonare al meglio, riuscendoci peraltro, la loro musica, non sembrano intenzionate a cambiare la storia del metal o a proporre nuove idee.

Resta inoltre da precisare che è un ascolto consigliato soprattutto agli amanti del genere, poichè a chi non è appassionato potrebbe risultare un po' noioso. In ogni caso, a voi il giudizio finale!

Tracklist:
1. Tenebrarum (intro)
2. Aidenn Falls
3. Sins Of The Tempter
4. The Lord Sayeth
5. Vanguards Of The Void
6. Armida's Kiss
7. The Sage
8. Dies Irae (Day Of Wrath)
9. Metatron And The Mibor Mythos

martedì 3 marzo 2009

Reel Big Fish "Fame, Fortune And Fornication" (2009)

E' tempo di cover anche per i Reel Big Fish, sestetto ska che ha deciso con questa uscita di rileggere dieci canzoni pescate tra varie band dell'era glam rock. La traccia iniziale e quella finale sono brani dei Poison, in mezzo troviamo covers di Slade, The Eagles, Van Morrison e altri. Ovviamente i dieci pezzi sono stati "trasformati" in brani ska, dal ritmo agli arrangiamenti. Certo, le hanno trasformate un po' troppo, rendendole un tutt'uno e scavalcando anche le minime differenze che dovrebbero esserci essendo canzoni di band diverse.
Se vogliamo vederla positivamente possiamo dire che i RBF sono riusciti a fare proprie le opere di altri nove gruppi, realizzando un sound omogeneo e consono al loro stile. Se invece vogliamo vederla in modo negativo, possiamo affermare che le canzoni sono state rese tutte uguali, che la conversione in pezzi ska non ha portato i risultati che ci si aspettava, dando vita ad un esperimento venuto male. Rincaro la dose aggiungendo che l'uso spropositato della tromba ricorda un po' troppo le sagre paesane: sarà pure una caratteristica tipica del genere musicale dei RBF,con brani costruiti apposta per poterla comprendere, ma in questo caso potevano moderarsi e pensare bene se, dove e quando inserire uno strumento così poco consono a sonorità come Poison e compagnia bella.

L'idea di partenza era simpatica, purtroppo però non sempre si riescono a concretizzare i risultati sperati.

Tracklist:
1. Nothin' But A Good Time (Poison)
2. Mama We're All Crazy Now (Slade)
3. Veronica Sawyer (Edna's Goldfish)
4. Authority Song (John Cougar Mellencamp)
5. Brown Eyed Girl (Van Morrison)
6. The Long Run (The Eagles)
7. Won't Back Down (Tom Petty)
8. Keep A Cool Head (Desmond Dekker)
9. Monkey Man (Toots & The Magnets)
10. Talk Dirty To Me (Poison)

venerdì 27 febbraio 2009

Licht Erlischt "The Narrow Path" (2009)

Il funeral black metal è senz'ombra di dubbio un genere riservato agli ascoltatori più esperti e più esigenti, amanti di sonorità particolari e riflessive. Prima di approcciarsi a un disco di questo tipo bisogna infatti abbandonare il concetto di forma canzone "classico" e prepararsi quasi ad un viaggio musicale: se aveste ancora dei dubbi, non il disco da canticchiare ad alta voce, ecco!
Abbiamo qui il debutto dei Licht Erlischt, one-man band nata da una costola degli Horn e con già all'attivo un demo datato 2007. L'artista tiene comunque a sottolineare che, se il demo d'esordio aveva ancora qualche punto in comune con la vecchia band, questo disco se ne allontana nettamente (infatti non è presente alcuna canzone che figurava sul mini cd precedente), così come si allontana anche dai canoni del funeral, attingendo anche ad elementi doom. L'album è costituto da 5 lunghi brani (lunghi in media 10 minuti) per lo più strumentali, le cui rare parti cantante toccano argomenti come la morte, la fragilità della natura umana e il declino della nostra razza (certo nessuno si aspettava testi che raccontassero di party in piscina!).

"The Narrow Path" ha ricevuto numerosi pareri positivi da diverse webzine tedesche (la Germania è la patria di questa creatura) e non, approvazioni certamente meritate, essendo un disco che riesce a guadagnarsi l'attenzione dell'ascoltatore, impresa non facile per un genere così particolare che può facilmente risultare noioso. Particolarmente notevoli "A Passage" e "Await The Overarching Blow", i due pezzi forse più melodici, dove la fanno da padrone cavalcate di chitarre e tastiere.

Tracklist:

1. The Vaultventurer
2. A Passage
3. Await The Overarching Blow
4. Radiance
5. The Offshore Oaks

domenica 22 febbraio 2009

Diablo Swing Orchestra - Sing Along Songs For The Damned & Delirious (2009)

Proposta molto interessante ed originale quella dei Diablo Swing Orchestra, che arrivano dalla Svezia e suonano un misto di metal e avant-garde, creando così un mix veramente irresistibile e a tratti auto ironico. Tra le loro fila sono compresi un violoncellista ed una cantante mezzo-soprano, ma in questo album troviamo anche un largo uso della tromba. Questi tre elementi, assieme alle ritmiche vagamente rockabilly, contribuiscono a formare l'atmosfera retrò che permea le loro canzoni, e che hanno un che di teatrale. Ascoltandoli vengono in mente le scene del celebre film "Intervista Col Vampiro", tanto per darvi un'idea di cosa si intende in questo caso con "avantgarde".
L'album si compone di dieci canzoni e l'apertura è affidata a "A Tapdencer's Dilemma", che ci catapulta immediatamente nel mondo festoso e colorato dei DSO. "Lucy Fears The Morning" vede come protagonista la voce della cantante e le ritmiche particolari. La seguente "Bedlam Sticks", dove la parte metal è più accentuata, torna ad alternare voce maschile e femminile, quasi fosse un dialogo di una rappresentazione teatrale. "Vodka Inferno" è un altro pezzo particolarmente bello, ma il gruppo sfoggia il meglio di sé con la conclusiva "Stratosphere Serenade", un brano di otto minuti e mezzo durante il quale lasciano momentaneamente la componente ironica, componendo una suite veramente degna di nota, dove gli elementi che contraddistinguono il sound del combo ci sono tutti.

Un disco veramente ottimo, adatto a chi ha voglia di ascoltare ogni tanto qualcosa di diverso.

Tracklist:
10. Stratosphere Serenade
9. Ricerca Dell'Anima
8. Memoirs Of A Roadkill
7. Vodka Inferno
6. Bedlam Sticks
5. A Tap Dancer's Dilemma
4. Siberian Love Affairs
3. New World Widows
2. Lucy Fears The Morning Star
1. A Rancid Romance


mercoledì 18 febbraio 2009

Pretty Wild "All The Way" (2009)

I Pretty Wild arrivano dalla Svezia, dove si sono formati nell'estate del 2006, riuscendo ben presto a crearsi un nutrito seguito di fans che li ha portati a suonare numerosissime date in giro per il mondo. Immagino che il passaparola e MySpace siano stati i due elementi fondamentali di tale successo, testimonianza di come cambino i tempi e la fruizione della musica: questo ep di 8 tracce arriva infatti dopo due anni dalla formazione dei PW ed è stato addirittura preceduto da un'accurata linea di magliette!
Musicalmente, gli svedesi propongono un energico ed allegro glam rock vecchio stampo, con suoni molto curati e puliti grazie alla produzione e al mixaggio di Martin Sweet, chitarrista dei più noti Crashdïet. I brani proposti sono sei, più uno remixato e un altro incluso anche in versione live, per cui il materiale è abbastanza ridotto; tuttavia, quel po' che il quartetto ci fa ascoltare è di qualità davvero ottima, sia per quanto riguarda il livello della già citata resa sonora che per la struttura dei pezzi, che sono scorrevoli, senza esitazioni e pronti ad essere memorizzati dopo pochi ascolti. C'è da aggiungere che, se la band ha pubblicato poche canzoni su disco, in compenso queste sono state dotate della massima cura e della massima attenzione, ottenendo un sound omogeneo e brani tutti allo stesso livello qualitativo, senza cali di tensione, anche se gli episodi migliori restano la title track, "Time" e "Dangerous", arricchite da begli assoli di chitarra. Un altro elemento positivo è costituito dalla voce di Ivve Höglund, che ricorda quella del primo Bon Jovi senza esagerare però con gli acuti spaccatimpani.

Insomma un esordio discografico molto piacevole, anche se in futuro mi aspetto qualche guizzo di originalità in più.

Tracklist:
1. All The Way
2. Time
3. Let The Good Times Roll
4. Shockin' Teen
5. Dangerous
6. Take It Off
7. Let The Good Times Roll (-86 mix)
8. Dangerous Live In L.A.

giovedì 1 gennaio 2009

T3chn0ph0b1a "Grave New World" (2009)

I T3chnophob1a sono una delle tante band che hanno scelto MySpace come mezzo per sondare il terreno, farsi conoscere e comunicare con le persone interessate alla loro musica. Girano sul web da diversi anni e dopo vari concerti e qualche problema tecnico (Myspace infatti cancellò il loro profilo per ragioni mai chiarite), i sei torinesi approdano al porto della discografia, firmando con la casa indipendente Blind Luck Records e pubblicando il primo disco. "Grave New World" è un concept di 11 brani (più una bonus track) che trattano il tema di un ipotetico futuro in cui il mondo è alla deriva.
Musicalmente i T3chnophob1a sono fedeli sia agli strumenti "classici" (ovvero chitarre, basso e batteria) che ai suoni più freddi e alienanti dell'elettronica, col risultato di un sound pieno, pesante che tuttavia non disdegna la melodia; la produzione è notevole e il mixaggio lascia giusto spazio ai vari elementi senza che qualcuno prevalga sugli altri.
Il disco si apre con l'intro "The Landing", dalle atmosfere ovviamente apocalittiche, seguita da "Abduction Starfleet", che sfodera tutte le caratteristiche della band, per poi lasciare il posto a "Nekromatik", un pezzo dalla struttura decisamente metal e ospite di un giro di basso marcatissimo che ricorda, volendo, i primi fasti del nu, mentre il cantante invoca la caduta del sistema.
Un altro ottimo brano è "The Sidera Lasergun Massacre", che svela le capacità compositive di questo gruppo, ricco di idee che starebbero in piedi anche senza il supporto dell'elettronica: insomma, non il solito complesso che nasconde la mancanza di fantasia dietro strati e strati di sintetizzatori.
I pezzi seguenti seguono le stesse caratteristiche (notevole in particolare "Space Is Their Grave") finché i ritmi si calmano un po' con "Video Drone", un brano massiccio e più industrial.

A questo punto siamo vicini alla conclusione dell'album, compito affidato alla sconsolata "Requiem For A Dying Planet". Decisamente i T3chnophob1a sono sulla buona strada.

Tracklist:
1. The Landing
2. Abduction Starfleet
3. Nekromatik
4. Gene.sys 
5. The Sidera Lasergun Massacre
6. Jaws, Claws And Exo-Skulls
7. Space Is Their Grave
8. Close Encounters Of A Deadly Kind
9. VideoDrone
10. Warp Speed 777
11. Requiem For A Dying Planet
12. Hold Me Thrill Me Kiss Me Kill Me (bonus)